essay
Nocivelli Prize, text by Chiara Fasser, Art critic, 2014
La tela di stampo figurativo del giovanissimo pittore catanese Federico Severino si chiama Dormiveglia e ritrae il suo cane in un momento di riposo. Dall’opera traspare il legame affettivo che il pittore ha con il soggetto: «Ogni volta che riposa io mi soffermo ad osservare questo momento. Sento sempre il suo corpo mutare, lo vedo e rimango lì fin quando vedo dentro me l’immagine che vorrei». Queste parole con cui l’artista presenta il lavoro chiariscono il suo modo di procedere nella costruzione del quadro. Il soggetto è poco frequentato nell’arte contemporanea e coraggiosa è anche la scelta del linguaggio figurativo. La superficie del dipinto è articolata attraverso marcate linee nere e bande cromatiche ben definite che suggeriscono uno spazio reale di una stanza, una terrazza, di un luogo intimo e rassicurante dove concedersi al sonno con abbandono.
Al centro del segno netto e deciso delle pennellate dello sfondo si pone la figura del cane, la cui resa, poco definita nei dettagli, è realizzata con una tavolozza delicata e dai toni smorzati. L’atmosfera che ne consegue è di sospensione al confine tra la realtà e il sogno.
Severino, oltre ad un uso sapiente delle tecniche pittoriche, possiede un senso del colore di grande equilibrio e misura. Il suo lavoro indaga la relazione tra la figura e lo spazio in cui questa è inserita, relazione risolta con intelligenza compositiva, con una traccia di baconiana memoria.
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