QUAM – “Close to the edge”

essay

personal exhibition, text by Gabriele Salvaterra, art curator, art critic, writer, 2017


…] “Federico si è dedicato con tanta radicalità e coraggio al tema del paesaggio, scarnificato in una dimensione quasi bidimensionale e ridotto al grado minimo di una semplice linea che separa il dominio terrestre da quello aereo. Una linea totalmente visuale e irraggiungibile che per questo motivo si relaziona perfettamente alla natura del linguaggio pittorico, così ottico e mentale, senza però slegarsi totalmente neppure dalla dimensione del corpo. L’orizzonte non può essere raggiunto ma ciò che contiene invita a essere percorso, determinando un continuo spostamento e ri-orientamento degli stessi limiti visuali che impone. Come un confine onnipresente ma variabile e mobile, postula la possibilità di “muoversi dentro” e di vivere. Nei dipinti di Severino è sufficiente una linea per evocare questo universo di pensiero, una linea che, beninteso, non può esistere se non nei nostri occhi e nella nostra mente, da cui la natura finemente concettuale della figurazione quasi astratta dell’autore. Questo tracciato riprende la separazione originaria della creazione tra la terra e il cielo, differenza che è anche unione e che, spingendo il suo limite sempre più in là rispetto all’incedere del corpo e dello sguardo, ha la naturale facoltà di essere portatrice di distanza, se non addirittura di infinito. […] Talvolta il profilo della terra va cercato con attenzione dandosi con ritrosia in composizioni notturne e nebulose dove la superficie pittorica appare a un primo sguardo radicalmente monocroma. In questi lavori si avverte l’ebbrezza del perdersi, di muoversi nello spazio senza punti di riferimento con le possibilità visive limitate e quelle tattili-corporee che per contrapposizione si affinano. Ma non appena si trova questo riferimento figurativo, magari volutamente decentrato e in dialogo con i limiti fisici stessi dei bordi del supporto, subito l’universo paesaggistico viene evocato e la composizione retrocede facendosi spazio, alludendo alla tridimensionalità, ma rimanendo comunque anche sulla superficie, nelle due dimensioni percorse dalle animate vibrazioni della materia di olio e pastelli”. […

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